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Abaetetuba, Amazônia
19 de dezembro de 2001
QUANTI GRAZIE DOBBIAMO
LORO!
IL QUADRO DEL GRAZIE E DEL PREGO TRA I POVERI ED I RICCHI
DEL MONDO
LA RICONOSCENZA AL CONTRÁRIO
(Andrea
Franzini)
PENSIERINI FINALI 2001
E se loro non esistessero?
Gli obiettivi di molti di noi sarebbero gli stessi o
cambierebbero?
Cosa farebbero i nostri governanti?
Come sarebbero le attivitá di tanti gruppi impegnati
in varie lotte?
Come tanti di noi potrebbero pulirsi la coscienza cercando
di aiutarli attraverso una caritá totalmente
fine a se stessa e non sposa fedele della solidarietá?
Come potrebbero tanti di noi, figli del consumismo,
battersi il petto orgogliosamente in queste feste di
Natale dicendo : “Io li ho aiutati!”.
I pensierini di fine anno 2001 vogliono portarmi a
riflettere circa un aspetto fondamentale spesso dimentictato
nelle attivitá di collaborazione tra primo e
terzo mondo: LA RICONOSCENZA AL CONTRARIO.
Vediamo un pó se riusco a chiarire la mia idea?
Ci siamo mai chiesti chi tra nord e sud dovrebbe ringraziare
l´altro. Quale é normalitá? Il primo
mondo “buono di cuore e com pena dei poveri”
ínvia al terzo mondo soldi, container, medicinali,
cibo. Viene dunque da chiedersi: come sopravviverebbero
i poveri della terra senza i doni dei ricchi?
Ebbene si, é próprio a partire da questa
domanda che approfondiró la mia riflessione.
Cosa significa dunque la strana frase: riconoscenza
al contrario. Subito mi vengono in mente le grandi campagne
televisive di raccolta fondi per i grandi progetti sociali
in favore dei bambini poveri e poi mi soffermo a pensare...
chi sono i veri protagonisti di queste ricche serate?
Sono forse i bambini poveri o i famosi cantanti? Potrò
sembrare estremista, ma pensiamoci bene! Pensiamo a
tutte le donazioni sper queste grandi “opere”
che vediamo a viviamo durante l’anno e poi pensiamo
al Nostro Natale nel quale famiglie spendono 2,3,4 milioni
di lire per i regali. Oggi gli Stati Uniti stanno mandando
cibo per i bambini afganistani, ma continuano a bombardare
il paese.
In quante circostanze durante le nostre attivitá
ho riflettuto profondamente su questo aspetto della
riconoscenza che noi del primo mondo dobbiamo agli esclusi.
Come sarebbe la mia vita oggi se non esistessero i miei
bambini? Come sarebbe la vita di tanta gente che oggi
amorevolmente si dona per i loro futuro. Quante volte,
la sera, facendo uma verifica personale della nostra
vita, ci siamo sentiti bene perché abbiamo lottato
in favore di um escluso com il nostro tempo e la nostra
passione. Bene, cari amici, queste tanto semplici quanto
profonde motivazioni ci possono portare senza ombra
di dubbio a dire che: I RICCHI HANNO UN DEBITO
DI RICONOSCENZA NEI CONFRONTI DEI POVERI.
Il nostro aiuto e la nostra collaborazione assumono
cosí um aspetto nuovo, contrario, capovolto.
Il quadro del GRAZIE E DEL PREGO tra sud e nord,
primo e terzo mondo si ribalta ed i poveri cominciano
ad avere una funzione di riscatto della vita dei ricchi.
I poveri cominciano a chiamarci alla conversione in
loro favore, ci fanno vivere momenti profondi di condivisione
e di compassione.
Compassione è una parola spettacolare dentro
questo contesto. Cosa significa per noi? Nella Bibbia
(Matteo 9,35-38) riceviamo un messaggio importante quando
si narra che Gesù percorrendo città e
villaggi incontrava moltitudini stanche ed abbattute
come pecore senza pastore e di fronte a loro sentiva
compassione. Lui si fermava e sentiva viva la sofferenza
di queste persone e le curava, rimaneva con loro, viveva
pienamente la compassione. Dunque la com-passione contrario
di assistenzialismo e di pietà. Com-passione
come sforzo di mettersi nei panni degli altri
e di sentirsi parte della sofferenza dell’altro.
Questo valore è assolutamente incontestabile
nella camminata di costruzione del “nuovo”
e del “rinnovato”. Purtroppo però,
da quando la collaborazione nord-sud del mondo è
iniziata, la povertà generale cresce, chissà
perché? Semplice: le nostre attività sono
vuote di com-passione e a volte si riducono alla folclorizzazione
degli esclusi. Per esempio i popoli indigeni
brasiliani sono spesso trattati davvero come un aspetto
turistico del paese e non come una gruppo culturalmente
dignitosissimo e con una ricchezza di valori che possono
insegnare a tutti noi beneaventi.
La com-passione dunque è elemento assolutamente
significativo. Coloro che davvero si mettono su questa
linea di attuazione sono generalmente quelli che nel
loro mondo fanno delle loro scelte momenti di profondità,
di decisione, di voto. Si, di voto. La nostra vita,
il nostro giorno per giorno è un voto continuo
ed è lì che noi mostriamo agli altri le
nostre scelte. Natale, per esempio, oggi è Babbo
Natale, alcuni si dimenticano che è Gesù.
E via con le compere e via con lo stress da supercato,
e via con l’acquisto di prodotti che ammazzano
la com-passione. La cosa interessante è che molti
considerano il boicottaggio una cosa inutile, molti
dicono “se dovessi mettermi a vedere quali sono
tutti i prodotto da boicottare non escirei più
dal negozio!”. Qual è la risposta che possiamo
dare? “E’ proprio vero, è faticoso
pensare per bem dieci minuti della nostra spesa, tanto
i bambini sfruttati dalla Nike sono a 10.000 Km., la
biopirateria delle risorse dell’Amazzonia avviene
tanto distante, tanto gli indios massacrati dalla Macdonald’s
sono solo nei telegiornali, chi vive la giornata in
una discarica per raccogliere vuoti e guadagnare 2.000
lire per il mangiare dei figli ci viene in mente solo
in alcuni momenti o documentari…”.
Cari amici, quanto è difficile per noi metterci
nei panni di questi grandi indifesi e schiacciati. Quanto
noi siamo chiamati a ringraziarli per la pazienza storica
che hanno avuto con noi che li abbiamo ammazzati, torturati,
ingnorati, ed allo stesso tempo, QUANTO NOI SIAMO CHIAMATI
AD ESSERE RIVOLUZIONARI AL LORO FIANCO. NON LA RIVOLUZIONE
DELLE ARMI DEVE ACCADERE BENSI’ QUELLA DELLA COM-PASSIONE
ATTRAVERSO LA FONDAMENTALE LA RIVOLUZIONE DEL NOSTRO
IMPEGNO QUOTIDIANO. Allora si sarà consacrata
la nostra voglia di lotta vera in favore dei poveri
ed emarginati. Questo potrà accadere solo quando
ognuno di noi radicalizzerà i propri valori di
con-divisione e com-passione.
Ormai non ci sono scuse, tutti sappiamo che i poveri
esistono ed esistono davvero, non ci sono più
scuse. Ora ognuno di noi deve fare un passo in più
verso la vera Giustizia.
Dobbiamo davvero ringraziarli i poveri, grazie a loro
molti di noi possono andare contro corrente, possono
affrontare lotte per la Giustizia, possono sentirsi
parte di una voglia di cambiare le carte in tavola.
OGGI I POVERI NON VOGLIONO PIU’ ASSISTENZIALISMO
E SENTIMENTALISMO, NON VOGLIONO PIU’ CHE DICIAMO
LORO POVERINI, MA VOGLIONO CHE LASCIAMO LORO LO SPAZIO
PER ESSERE QUELLO CHE SONO, CHE SIAMO COMPAGNI DI LOTTA
NON DI OPPRESSIONE.
In questo Natale si sta repetendo nel mondo lo scandalo
del consumismo, anche qui in Amazzonia, Babbo Natale
è protagonista di questi giorni. Forte è
la necessità di ricordare che il Natale è
IL BAMBIN GESU’ che arriva ancora una volta con
pazienza per ricordarci che di fronte ai poveri abbiamo
una semplice scelta: AMARLI O OPPRIMERLI.
NON SMETTIAMO MAI DI:
- APPASSIONARCI PER COLORO CHE PASSERANNO IL NATALE
SOTTO LE BOMBE DELL’INGIUSTIZIA;
- SENTIRE IL DOLORE DI CHI PASSERA’ IL NATALE
CON UN SOLO CAFFE’
- RICORDARCI CHE ANCHE PER NATALE BAMBINE SI PROSTITUIRANNO
PER IL CIBO;
- BAMBINI STARANNO IMMERSI IN ACQUA E MERCURIO PER
ESTRARRE ORO ;
- MIGLIAIA DI ETTARI DI FORESTA SARANNO DISTRUTTI
DAGLI INCENDI DEI GRANDI LATIFONDISTI;
- CHE CI SARANNO FAMIGLIE ACCAMPATE IN STRADE, MARCIAPIEDI
LOTTANDO PER LA RIFORMA AGRARIA;
- CHE BAMBINI DEL SUD DEL MONDO STARANNO MORENDO
AVVELENATI DEI PRODOTTI DELLE MULTINAZIONALI;
MA DI CREDERE FORTEMENTE CHE NONOSTANTE
TUTTE QUESTE MISERIE CINICAMENTE COSTRUITE DAL NOSTRO
“AMICO” NEOLIBERALISMO, NOI POSSIAMO DIRE
“SPERANZA” VISTO CHE MOLTI
DI NOI:
- Stanno aprendo gli occhi;
- Stanno convertendosi alla COM-PASSIONE
- Stanno sentendo la voglia di mettersi in discussione;
- Stanno sentendo la scomodità di essere parte
dell’oppressione e stanno uscendo da questo
sistema;
- Stanno diventando paladini della Giustizia e stanno
rendendosi conto che davvero devono un enorme GRAZIE
a tutti gli esclusi:
- Si stanno rendendo conto che oggi non esiste paese
di missione, ma che è il giorno per giorno
la VERA missione!
Di cuore, cari amici vi ringrazio per l’amore
che ognuno di voi ha da dare agli altri.
Vostro Andrea Franzini
Abaetetuba, Amazzonia, 19 de dezembro de 2001 |